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Ciao maestro Nazzareno

Ciao maestro Nazzareno
Luogo
Chiesa parrocchiale di Costa di Rovigo
Data e ora
2018-01-10 10:00:00

Dal Gazzettino di Martedì 9 Gennaio 2018, Cultura e Spettacoli, pag. XIX.

Caro cronista, mi permetto di chiedere ospitalità per una breve testimonianza all'indomani della scomparsa del maestro storico del coro "Monte Pasubio" di Rovigo. La notizia si è rapidamente diffusa e a chi resta spetta il dovere, oltre che il sentimento, di lasciare qualche ricordo della persona scomparsa.

Ricoverato dallo scorso 23 dicembre in ospedale a Rovigo, nel volgere di pochi giorni, Nazzareno Fogagnolo se n'è andato con la stessa modestia e semplicità che hanno contraddistinto l'intera vita. Era uno noi, il migliore, anche se pare facile riconoscerlo nella presente circostanza. Il musicista, attivo e desideroso di imparare e trasmettere le proprie conoscenze, ha fatto tutt'uno con l'uomo, schivo all'incredibile, nemico del clamore e della ribalta e forse anche per questo rispettato e amato da chi l'ha conosciuto.

Sempre presente, non soltanto al coro e alle numerosissime manifestazioni che per oltre trentacinque anni hanno impegnato il coro, Nazzareno ha accompagnato il suo gruppo lungo le tappe di tanti successi che, a distanza di tempo, destano tuttora ammirazione.

Lasciava increduli l'insonne attività di una persona che, impegnata in un lavoro professionale assai intenso, trovava il tempo di coltivare, senza risparmiarsi la fatica, lo studio corale, passando più volte la settimana all'Asac di Mestre per raccogliere nuovi spartiti, relazioni con altri insigni musicisti e gruppi corali.

Niente forse gli piaceva quanto l'apprendimento e l'esempio di altre forme musicali, una corsa costante all'aggiornamento che, anche quando aveva raggiunto il successo, mai ha suscitato in lui atteggiamenti di superiorità. Di questo instancabile impegno, noi del coro a volte neppure eravamo informati, come per esempio quando si recava due volte la settimana a Ravenna a sostituire il maestro del coro locale nelle prove e nelle esibizioni.

Il carattere, severo con se stesso prima che con gli altri, si notava non soltanto sul palcoscenico, ma anche nel dopo concerto, quando se ne stava tranquillamente in mezzo agli altri, riluttante ad apparire e farsi notare. Le volte che, dopo il ritiro dall'attività musicale, era presente a un concerto, si raccomandava di non essere chiamato al microfono. Per lui, contavano soprattutto i fatti.

Nel momento del ricordo, pensiamo a lui come a un testimone prezioso e appassionato di un genere musicale che ha notevolmente contribuito a far conoscere.

Potrebbe valere un motto del poeta latino Terenzio: "Homo sum. Nihil humani a me alienum puto." (Sono un uomo. Nulla di ciò che tocca agli uomini, lo ritengo estraneo a me.)

Alla moglie Luciana e ai suoi familiari, va la nostra affettuosa solidarietà.

Claudio Garbato, Coro Monte Pasubio